Brossura con alette, 149 ill. colori e 120 b/n. Il volume permette di seguire l’ininterrotto dialogo di Ruggeri con la pittura e la sua tradizione - emblematicamente testimoniato dai dipinti che recano, nel titolo, un esplicito riferimento a Tintoretto, Caravaggio, Rembrandt, Mattia Preti, Goya, Monet, esplorata nella dimensione del segno e del colore, della stesura della materia pittorica e della costante tensione a una forma, risultato di un fare pittorico apparentemente casuale e immediato. I dipinti di Ruggeri fondono sguardo e memoria della natura nell’ambiente in cui ha scelto di vivere, isolato e lontano dalle grandi città, e quotidiani trasalimenti dell’anima, ma vi si può sempre cogliere la vocazione internazionale dell’artista, che da subito aspira a dialogare con le esperienze più alte che negli anni cinquanta s’andavano svolgendo in Europa e in America, da De Staël a De Kooning, da Wols, Dubuffet, da Appel e Jorn, a Kline.
Ruggeri è pittore "colto", non solo per sensibilità vigile e filtro del dibattito contemporaneo, ma anche per continua rivisitazione critica e per analisi del vocabolario pittorico. Nel corso degli anni nelle sue opere la materia pittorica si è diradata, in un qualche modo si è stemperata e sciolta, lasciando il terreno al libero, elegante svolgimento del segno e del gesto, in dipinti di grande formato come La porta, La domanda impossibile, I guardiani della regola, Il maestro e il discepolo. È, quella di Ruggeri, un’idea "altra" di natura, un modo lacerante di confrontarsi con la fenomenologia del paesaggio. Dalla natura all’arte, dall’arte alla natura. La libertà d’indagine, scevra da tentazioni di allineamento e accettazione, è ben espressa nelle Figure nel paesaggio e nella dialettica tra idillio naturale e violenza delle Tate nel bosco, cicli che Ruggeri realizza prima di dare vita, dal 1985, a dipinti monocromi, dove apparentemente regna la quiete ma dentro cui, in verità, s’agitano sommovimenti, increspature, una febbre che mai si dissolverà. Si affermano i colori "emblematici" di Ruggeri, quelli per i quali viene immediatamente ricordato: rossi e neri percorsi da aurore boreali, da luminescenze subliminali; bruni e ocra, e bianchi accecanti.