Ancora un’interessante proposta dedicata all’arte contemporanea italiana del 900 al Museo del Corso a Roma:dopo l’importante rassegna dedicata all’astrattismo, questa volta l’attenzione è puntata su un movimento che ebbe ramificazioni nazionali ma del quale, in questo caso, si indagano la dinamica iniziale e le sue prime formulazioni, attraverso i suoi effettivi protagonisti. Tra cui il suo teorico, Gillo Dorfles, che ne dà sinteticamente la seguente definizione:”MAC (sigla del “Movimento per l’arte concreta” ) fondato a Milano da Atanansio Soldati, Gillo Dorfles, Bruno Munari, Gianni Monet, mira a potenziare la pittura e la scultura astratte ( non figurative) libere da ogni imitazione e da ogni riferimento con il mondo esterno opponendosi quindi al post-cubismo, al surrealismo e al neorealismo del dopoguerra Il movimento- che ne decennio della sua attività organizzò numerose mostre in Italiane all’estero- si sciolse nel 1958” L’esposizione ed il catalogo offrono dunque un’ampia panoramica di questo importante momento del percorso artistico italiano del dopoguerra con opere di Bestini, Biglione, Bombelli Tiravanti, Bordoni, Chevrier, Di Slavatore, Dorfles, Galvano, Garau, Huber, Mazzon, Monnet, Munari, Nigro, Pantaloni, Parisot, Regina, Soldati, Scroppo e Veronesi.