L'uomo che voleva essere colpevole di Henrik Stagenrup è ambientato a Copenaghen in un appartamento come un altro.
Ma lo scenario di
L'uomo che voleva essere colpevole di Henrik Stagenrupè in realtà distopico: il futuro prossimo vede un modello socialdemocratico scandinavo in cui lo Stato si occupa del bene comune per l'intera vita degli individui.
Uno scenario alla 1984, in cui regnano conformismo, obbligo, pianificazione, consenso.
Ed è su questo sfondo che un uomo uccide la moglie dopo una lite.
Torben, kafkiano protagonista di L'uomo che voleva essere colpevole di Henrik Stagenrup, vuole essere giudicato e punito per le sue azioni, ma viene solamente rimesso in libertà dopo cure psichiatriche, poiché in questo mondo l'omicidio è sintomo di un'incapacità di adattarsi socialmente.
Inizia così la lotta dell'individuo per affermare la propria colpevolezza in un mondo che non concepisce né l'individuo né l'azione individuale.
Più Torben dimostra la propria colpa, più si sente isolato, non compreso al punto da dubitare della sua stessa identità.
L'uomo che voleva essere colpevole di Henrik Stagenrup è un romanzo asfittico che apre una grande riflessione ontologica sulla condizione umana, sulla colpa e sull'etica.
I personaggi di
L'uomo che voleva essere colpevole di Henrik Stagenrup risentono della filosofia di Kierkegaard, vogliono essere un singolo anche se destinati a perdere contro il proprio tempo.
Recensione di Libraio