"Questo libro ha molti meriti. Anzitutto, non è scritto nel consueto sanscrito degli esperti, ma è leggibile da tutti, specialmente dai non addetti ai lavori. Poi affronta il problema dell'abuso di farmaci e del doping in tutto il calcio italiano di ieri e di oggi, uscendo da quella semplificazione faziosa che vuole la Juventus come sinonimo del vizio e gli altri club della virtù. E, ancora, rimette le cose a posto sfatando leggende metropolitane, luoghi comuni, slogan precotti e interessati. Infine fa parlare i documenti, le carte. Non esprime giudizi: racconta fatti incontestabili. Non lascia spazi alle interpretazioni, alle illazioni, alle opinioni." (Dalla prefazione di Marco Travaglio)