Perché gli allievi, verso il termine della scuola primaria, tendono ad abbandonare il disegno? Come permettere loro di ritrovare fiducia e attenzione nei confronti dell'espressione creativa? Rifacendosi alle teorie evolutive, la riflessione attorno a queste domande ha portato alla messa a punto di strategie per aiutare gli allievi a soddisfare sia un tipo di rappresentazione verosimile della realtà sia i loro propositi espressivi. Se il bambino di ieri ci ha lungamente deliziato con le sue magiche restituzioni di fatti affettivamente densi vissuti in prima persona, l'allievo di oggi vuole tornare a commisurarsi con il dire espressivo. Questo, per essere tale, implica la conoscenza delle modalità, messe a punto nel corso della storia, di resa formale dei contenuti e delle esperienze. L'emozione e il vissuto devono essere tradotti in una particolare forma, che nasce come risultato di una mediazione personale con i linguaggi messi a punto da autori cui, per empatia o affinità, ci rapportiamo. Oltre a un'accurata e ben documentata riflessione teorica, il libro propone una serie di esperienze didattiche centrate sulla sperimentazione di una metodologia in grado di promuovere una conoscenza attiva e formativa dell'opera altrui al fine di sperimentare, capire e eventualmente far proprie le procedure e le sintassi stilistiche in essa evidenziate.