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giuttari michele - confesso che ho indagato. autobiografia di un poliziotto scomodo
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CONFESSO CHE HO INDAGATO. AUTOBIOGRAFIA DI UN POLIZIOTTO SCOMODO




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Rizzoli

Pubblicazione: 02/2015





Trama

Pedinare, raccogliere indizi, confrontare le prove. E poi spaccarsi la testa su un caso fino all'alba, quando gli occhi bruciano e la schiena fa male. Non sono scene da thriller, ma pagine appassionate dell'autobiografia di Michele Giuttari, racconto fedele e spietato di un trentennio del nostro Paese e del vero lavoro di un poliziotto: una strada difficile, punteggiata di lotte e momenti bui ma anche di gioie e grandi soddisfazioni. Tutto comincia nel 1978 in Sardegna, tra "disamistade" e sequestri, per poi arrivare alla Calabria, dove Giuttari ha affinato le sue capacità investigative tra omertà e minacce, 'ndrangheta e rapimenti. Fino al periodo toscano, macchiato del sangue delle vittime del Mostro di Firenze. Sono storie di terrore collettivo, quelle su Pacciani e i "compagni di merende". Eventi incomprensibili ai quali Giuttari ha provato a dare un senso, a muso duro contro ricostruzioni utilitaristiche e punti di vista talvolta discutibili dello Stato e delle forze dell'ordine; opponendosi alla "pista sarda" e all'ipotesi del serial killer solitario, ripartendo ogni giorno da capo per trovare una logica in un racconto sfilacciato e chiamando in causa personaggi intoccabili, troppo scomodi per un Paese che ha preferito accontentarsi di una mezza verità piuttosto che rompere equilibri di facciata. Ma Giuttari, rigoroso e caparbio, non ha mai smesso di credere negli uomini e nello Stato, e ha scelto di confessare tutto, raccontando la sua storia senza omettere nulla...




Note Editore

Quella di Giuttari è una carriera più unica che rara, a tu per tu con il crimine. La lotta alla 'ndrangheta, con indagini su decine di sequestri di persona e il racconto di quando l'Aspromonte venne finalmente violato dagli inquirenti. La cattura di pericolosi latitanti e boss di primo piano. La missione in Sud America, sulle tracce di un enorme traffico di cocaina dal Perù all'Italia, con una scia di cadaveri e di poliziotti corrotti dai narcos. Poi la Direzione Investigativa Antimafia e le inchieste, da protagonista, sulle stragi di mafia e sul Mostro e i Compagni di merende. Infine le pressioni, le minacce, le violenze e i tentativi della Giustizia di bloccare alcune indagini su personaggi intoccabili…




Prefazione

«Giuttari è il più grande autore italiano di thriller.» The Times

Un memoir che si legge come un poliziesco. Un libro che non ha paura di fare nomi, riaprire veri casi giudiziari, gettare nuova luce sulla Storia d'Italia.

Per la prima volta Giuttari può fare riferimenti molto eloquenti a dettagli legati alle indagini sul Mostro non più coperti da segreto.




Autore

MICHELE GIUTTARI (1950) ha ricoperto incarichi alle Squadre Mobili di Reggio Calabria e Cosenza e alla Direzione investigativa antimafia di Napoli e Firenze, dove ha condotto con successo le indagini sulle stragi di mafia del 1993. Come capo della Squadra Mobile di Firenze, ha diretto le indagini sul «mostro». È autore di Compagni di sangue, scritto con Carlo Lucarelli (1999), Scarabeo (2004), La loggia degli innocenti (2005), Il mostro. Anatomia di un'indagine (2006) e Il basilisco (2007), tradotti nelle principali lingue e ora disponibili in Bur. The Times lo ha definito "il principale scrittore italiano di polizieschi".










Altre Informazioni

ISBN:

9788817079228

Condizione: Nuovo
Collana: VARIA NARRATIVA ITALIANA'
Formato: Rilegato
Pagine Arabe: 365


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