Questo libro è un singolare congegno di scrittura e immagine per imparare a vedere la scultura di Brancusi. Non è una monografia, e non è un’antologia di saggi: è uno strumento diverso. È un singolare insieme, apparentemente asistematico, di parole e immagini, di lingua e figure, di didascalie e poesia. L’esperimento di un metodo basato sulla coerenza di dimostrazioni non contigue.
È un libro che parla di Brancusi, della sua opera in gesso, tanto vasta quanto finora ignorata, e della sua opera in fotografia, ben più nota, ma qui proposta come punto d’arrivo, esito finale della scultura stessa. Un libro di riflessione spregiudicata su quello snodo centrale per l’arte moderna che fu il rapporto Brancusi-Duchamp. Un libro che parla di Brancusi e delle origini del suo pensiero, da Pitagora a Zalmoxis, a Bisanzio. Un libro sulle avanguardie, su Pound, Joyce, Satie. Un libro circolare, che si può leggere cominciando da qualunque parte, o passando da un capo all’altro guardando le immagini sul filo delle didascalie. Un libro di letteratura e di poesia. Un libro di figure straordinarie. Un libro che è un altro modo di pensare la scultura.