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Sono rime vagabonde:
boschi, fiumi, cielo, sponde.
Vanno in giro a dire come
mondo rima col mio nome.
«Le filastrocche di Caporaso sono piene di vento per le ore noiose, il cielo, il mare».
Vivian Lamarque, vincitrice del Premio Strega Poesia 2023
Quelle di Gianluca Caporaso sono rime amiche di nuvole e viandanti, per chi cerca la magia nei luoghi quotidiani; rime che rendono visibile ciò che a volte ci dimentichiamo di guardare, passando fra le camere private di artisti come Kandinskij, Klee, Monet e Chagall, che con le loro opere hanno trasformato gli spazi vuoti in sogni, paure, incontri e abbandoni. Ma sono anche un inno: al mare, agli angoli nascosti delle case, ai vagoni deserti di un treno che passa, ai bar affollati in estate o in inverno, alla luce che certi luoghi non sanno neanche di possedere. Al Dappertutto, che altro non è che un mondo che aspetta di essere visto, in attesa dietro ogni parola.


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