La papessa di Milano di Livio Gambarini è un romanzo storico che ci apre alla saga dei Visconti.
Livio Gambarini, divulgatore di Medioevo italiano e abile narratore, ci porta nella Milano del 1277.
Una Milano che vede il nascere di una nuova setta nata da una donna del popolo, Santa Guglielma.
Una donna che professa una nuova visione della religione, soprattutto di Dio e del rapporto uomo e donna.
Ma La papessa di Milano non è lei: Santa Guglielma infatti muore e viene eletta a sua successione una nobildonna che anni prima aveva lasciato agi aristocratici per la religione.
Chi detiene il potere non può ignorare la portata della presenza di una figura simile.
E così, mentre Milano è stata piegata dalle tasse che hanno finanziato al guerra dei Torre contro i Visconti, tra tiranni e condottieri e un popolo che non sopporta più le guerre, si svolge la vicenda della Papessa di Milano.
Una storia di eresia, perché è così che la Chiesa vedrà La papessa di Milano, e i Visconti hanno bisogno dell'appoggio di Roma.
“Questo anno del signore 1300 è un anno santo. In questo momento, nella Città Eterna, Bonifacio VIII ha indetto un Giubileo. Ma mentre Roma festeggia il perdono e l’indulgenza, a Milano toccherà sostenere una gravissima prova. C’è una vicenda complessa su cui occorre far luce. Una vicenda…” La voce di fra Lanfranco vacillò. Strinse le labbra. Odiava ciascuna delle parole che stava pronunciando, ma doveva andare avanti. “Una vicenda tanto deplorevole quanto dolorosa… sulla quale ritengo che alcuni di voi siano già edotti.”
La storia de La papessa di Milano, ricca di aneddoti e figure storiche realmente esistite che animano la Storia vera, è una vicenda che apre alle sfumature celate dalle dicotomie: cosa è giusto e cosa è sbagliato? Cosa è giusto e cosa conviene?
La papessa di Milano racconta uno dei più drammatici processi visti dalla città.
Recensione di Libraio