A Tano Festa, artista visionario e metafisico, appassionato di poesia e letteratura, piaceva decifrare la sua vita sulla scorta di segnali, reminiscenze fantastiche, intuizioni del profondo. Così questo libro non è una biografia canonica, ma raccoglie spezzoni di vita, sogni, avventure al limite della performance artistica, pensieri e confidenze. C'è il nodo doloroso della nascita di Festa, che pur essendo fratello di Francesco Lo Savio, il genio incompiuto, suicidatosi a Marsiglia nel 1963, non portava il suo stesso cognome. Due artisti figli di una coppia irregolare. Sullo sfondo Roma, amatissima da Festa, negli anni '60 un crogiuolo di creatività. Non solo la scuola di Piazza del Popolo, con Festa, Angeli e Schifano, ma il cinema d'avanguardia, la grande letteratura. Come in un caleidoscopio della memoria il libro intreccia tessere di vissuto, quadri, amici, Guttuso, Turcato, Monachesi, il barone Franchetti, Sandro Penna, Dario Bellezza, Amelia Rosselli, Moravia e tanti altri.