IO E MIO FIGLIO

18,00 €
17,10 €
AGGIUNGI AL CARRELLO
TRAMA
Arrivammo a Ponte Valleceppi che via del Mandorlo era già chiusa dai nastri di plastica bianca e rossa che i carabinieri stendono per isolare la scena del crimine. Era una domenica di luglio, faceva caldo, tutto era immobile, non correva una parola tra le decine di persone che stavano lì come pietrificate da quell'orrore verso cui guardavano con gli occhi lucidi, non era sudore, dietro gli occhiali da sole. Testimoniavano con il gesto semplice della presenza un sentimento che, in quel momento, neanche loro, sapevano identificare perché, era evidente, andava oltre la curiosità: sgomento forse sì, quello è stato immediato, non c'è bisogno di farselo dire. Un'auto degli inquirenti, il magistrato, le tute bianche della scientifica, il grido della disperazione di un parente, ecco un amico che ha appena saputo. Avremmo raccontato, tra qualche ora, per i nostri giornali, per le nostre televisioni, un'altra tragedia dalla trama in fondo lineare nella sua cruda realtà che riproduceva altre crude realtà che avevamo già conosciuto e che conosceremo ancora negli anni a venire.... È il paradigma di un femminicidio. Anzi è un femminicidio!

NOTE LIBRAIO
La speranza è tutta racchiusa in quel movimento, forse involontario, ma sicuramente simbolico, della manina del figlio di Ilaria Abbate e Riccardo Bazzurri. Lo raccontano amici della coppia all’ospedale di Perugia. Fanno la spola dalla rianimazione, in cui Ilaria lotta per restare in vita, nonostante un peggioramento delle sue condizioni registrato martedì mattina, e otorinolaringoiatria, dove l’altra Ilaria, inizia a riprendere coscienza della situazione dopo una domenica di terrore: «La notte scorsa ha mosso la manina – raccontano con gli occhi lucidi – ma non si sa se è un movimento involontario. Speriamo che si salvi». Tutti fanno il tifo per quell’angelo innocente e per la madre, che il padre ha voluto punire nel peggiore dei modi, per l’ossessione che aveva di voler tornare insieme a lei. L’ossessione che lo ha portato a spararsi in testa e a morire per la ferita devastante che si è procurato, dopo aver fatto fuoco contro Ilaria e il bambino, che lui chiamava, "luce dei miei occhi".

ALTRE INFORMAZIONI
  • Condizione: Nuovo
  • ISBN: 9791280114297
  • Collana: Francesco Tozzuolo Editore
  • Dimensioni: 210 x 12 x 150 mm
  • Formato: Brossura
  • Pagine Arabe: 146