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Libro
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15,00 €
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TRAMA
Un'isola uncinata al cielo con le sue rocce plutoniche, attracco difficile, fuori dai tracciati turistici, dove buca il cielo un faro tuttora decisivo per le rotte che legano Oriente e Occidente. Paolo Rumiz, viandante senza pace, va a dividere lo spazio con l'uomo del faro, con i suoi animali domestici: si attiene alle consuetudini di tanta operosa solitudine, spia l'orizzonte, si arrende all'instabilità degli elementi, legge la volta celeste. Gli succede di ascoltare notizie dal mondo, e sono notizie che spogliano l'eremo dei suoi privilegi e fanno del mare, anche di quel mare apparentemente felice, una frontiera, una trincea. Il faro sembra fondersi con il passato mitologico, austero Ciclope si leva col suo unico occhio, veglia nella notte, agita l'intimità della memoria (come non leggere la presenza familiare della Lanterna di Trieste), richiama, sommando in sé il "gesto" comune delle lighthouse che in tutto il mondo hanno continuato a segnare la via, le dinastie dei guardiani e delle loro mogli (il governo dei mari è legato all'anima corsara delle donne), ma soprattutto apre le porte della percezione. Nell'isola del faro si impara a decrittare l'arrivo di una tempesta, ad ascoltare il vento, a convivere con gli uccelli, a discorrere di abissi, a riconoscere le mappe smemoranti del nuovo turismo da crociera e i segni che allarmano dei nuovi migranti, a trovare la fraternità silenziosa di un pasto frugale.NOTE EDITORE
Occidente e Oriente legati da una rotta sull'Adriatico e una lunga permanenza all'interno di un faro. Sono questi i fattori principali de Il ciclope, il nuovo romanzo di Paolo Rumiz ambientato su una piccola isola della Dalmazia, fuori dai percorsi turistici ma fondamentale per le rotte dei porti veneto-istriani. Tutta la storia gira attorno alla vita dell'uomo del faro, che trascorre i suoi giorni in solitudine godendosi i privilegi del mare all'interno di quel "ciclope" che veglia nella notte e ci permette di scoprire il mondo tra meraviglie e inquietudini.PREFAZIONE
"Tutto il Mediterraneo era diventato frontiera." " 'Trentacinque morti in un barcone di clandestini... Sommozzatori al lavoro da stamane.' Frasi smozzicate dalla radiolina a onde corte. La notizia arrivò verso le nove, mentre ero in cucina a preparare la cena. Parole di indignazione, pietà. Allarmi nazionali, vuote dichiarazioni di questura. Il posto del ritrovamento, mi parve di capire, era un'ottantina di miglia a sud-sud-est. Ma, in fondo, che importanza aveva. Tutto il Mediterraneo era diventato frontiera. Guardai sulla mappa la linea degli sbarchi, andava da Pantelleria al Golfo di Squillace, poi scendeva lungo le Jonie, contornava il Peloponneso e proseguiva verso Creta e Rodi. Nessuno poteva chiamarsi fuori. Anche il mio eremo era in prima linea."AUTORE
Paolo Rumiz (Trieste, 1947) è giornalista de "la Repubblica" e "Il Piccolo" di Trieste. Fra i suoi titoli pubblicati con Feltrinelli: È Oriente (2003), La leggenda dei monti naviganti (2007), Annibale (2008), La cotogna di Istanbul (2010, nuova edizione 2012; "Audiolibri – Emons Feltrinelli", 2011), Il bene ostinato (2011), Trans Europa Express (2012), Morimondo (2013) e Come cavalli che dormono in piedi (2014).ALTRE INFORMAZIONI
- Condizione: Nuovo
- ISBN: 9788807031632
- Collana: I NARRATORI
- Dimensioni: 223 x 16 x 142 mm
- Formato: Brossura
- Pagine Arabe: 147